
Del santuario

Si trova a Castel S. Elia, un paese nella provincia di Viterbo, diocesi di Civita Castellana, distante soli 40 km. da Roma. È posto a picco sulla Valle Suppentonia, al centro di un altipiano tra Nepi e Civita Castellana.
Il Santuario, "perla dell'Alto Lazio", è situato in una grotta tufacea, nella meravigliosa Valle. La sua storia risale ai primi secoli del cristianesimo quando nel VI secolo con l'arrivo dei Figli di S. Benedetto, nasce nella Valle il culto della Madonna.
Con molta probabilità la Valle Suppentonia (la Nepetetrusca - la Pentapoli romana) accolse i primi anacoreti che introdussero nell'Occidente la vita monastica. Molti di loro abbracciarono poi la Regola di S. Benedetto vivendo in alcune grotte scavate lungo la rupe (ancora esistenti).
S. Gregorio Magno scrisse: "L'abate S. Anastasio, notaio di S. Romana Chiesa, aveva preso l'abito di monaco. Ritiratosi in detto luogo, vi menò per molti anni una vita santa e fu diligente custode e superiore del Cenobio" (Dialoghi I, 7).
"Quei santi uomini frequentavano con assiduità la Grotta (l'attuale Santuario) nella quale dominava una dolcissima Immagine della Vergine" (S. Pio X, Motu Proprio, 15.8. 1912).
Venuti, nel 520, i monaci Benedettini costruirono sulle rovine del tempio dedicato a Diana il Cenobio e la Basilica di S. Elia. Nel 1258 abbandonarono il Cenobio e a loro subentrarono i Canonici di S. Spirito in Sassia di Roma per un breve tempo.
Nei cinque secoli di abbandono che seguirono, la venerazione alla Madonna rimase viva tra le popolazioni locali.
Con l'arrivo, nel 1777, di Fra' Giuseppe Andrea Rodio (1745-1818), incominciò per il Santuario una epoca nuova. Morto il Rodio, la sua opera fu continuata da una serie di eremiti.
Dal 1892 il Santuario venne affidato ai Frati Minori della Provincia di S. Croce in Sassonia. Con il loro instancabile lavoro guidato da Mons. Bernardo Doebbing (1855-1916), il Santuario si sviluppò assumendo l'aspetto odierno.
Il 15 agosto 1912 tutto il complesso del Santuario passò in possesso della S. Sede e il Santuario fu elevato a titolo di Pontificio e di Basilica Minore.
Nel gennaio 1982 subentrò all'Ordine dei Francescani di Sassonia una nuova Comunità religiosa: la Congregazione di S. Michele Arcangelo (Padri Micaeliti), originaria della Polonia, fondata dal Beato P. Bronislao Markiewicz (1842-1912), la quale è l'attuale custode del Santuario.


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