
4. Scala del Rodio
Nato a Locorotondo (Bari) il 30.11.1745 si fece Terziario Francescano e prestò servizio in diversi Conventi della Puglia. Nell'Anno Santo 1775 strinse amicizia con S. Benedetto Giuseppe Labre che gli indicò la Grotta della Madonna, a Castel S. Elia, quale luogo adatto per una vita eremitica.
Con l'arrivo del Rodio (1777) il Santuario incominciò una nuova epoca. Nominato dal Vescovo Filippo Mornati "Custode del Santuario" dedicò tutta la sua vita alla Madonna. In 42 anni della sua dimora presso la Grotta riordinò l'interno del Santuario, migliorò la piazzetta antistante e la "Via dei Santi", l'unico sentiero esistente per accedere alla Grotta che partiva dalla Basilica di S. Elia sotto la rupe della Valle Suppentonia. Per facilitare l'accesso alla Grotta di molti pellegrini concepì l'idea di scavare nel tufo vivo una galleria. Nel 1782 diede il primo colpo di piccone alla roccia e dopo l'instancabile lavoro di 14 anni aprì una scala di 144 gradini. Morì all'età di 76 anni, in fama di santità, 1'11.1. 1819 e fu sepolto nella tomba da lui stesso scavata presso l'altare della Madonna. Nel 1965 fu aperto il Processo per la sua Beatificazione. Lo seguirono nella custodia gli eremiti: Costantino Antimucci (1819-1839), Giuseppe Zimmermann (1832-1866), Giovanni Maestro (1866-1892), Alfonso Alfonsi (per pochi mesi).
Una galleria di 144 gradini (146 dopo il bombardamento del 1944), lunga 40 metri, larga 1,5-2 metri e alta più di 3 metri, con il dislivello di 17,10 metri. Fu perfezionata, nel 1850, dal custode G. Zimmermann con grandi tavoloni di quercia, tuttora esistenti.


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