
BEATO PADRE BRONISLAO MARKIEWICZ FONDATORE DELLE CONGREGAZIONI DI SAN MICHELE ARCANGELO
"Vorrei illuminare gli altri con la luce di Gesù, in modo particolare con la mitezza e l'umiltà di cuore, con la fede e l'amore, perché non io, ma Dio sia lodato. In tal modo le opere buone potranno lasciare le impronte, così come resta il sapore del sale nel buon pane ".
(P. Bronislao Markiewicz)
"Ogni essere umano porta in sé la scintilla del-la bontà di Dio, ma non tutti sanno farla brilla-re come un faro. Si riesce nell'intento se si arriva alla consapevolezza che nella vita non basta compiere solo un atto importante e nemmeno una serie di questi, ma bisogna aver sempre in sé lo Spirito di Cristo ".
Così sostiene Padre Bronislao Markiewicz.
Nelle varie fasi della sua vita, infatti, si può scorgere la grande tenacia con la quale, nono-stante le difficoltà che non vengono risparmiate a nessuno, cercò sempre di far trasparire in sé lo Spirito di Cristo.
INFANZIA E PRIMA GIOVINEZZA
Bronislao Markiewicz nacque il 13 luglio 1842 a Pruchnik, in Polonia. Fu il sesto di undici figli di una famiglia medio-agiata che si occupava di agricoltura e di commercio. Suo padre, Giovanni, fu per lunghi anni borgomastro di Pruchnik. Tre suoi fratelli ricevettero un'istruzione universitaria e presero attivamente parte alla vita ecclesiale e sociale del Paese.
In seguito alla nascente concorrenza della produzione industriale e al conseguente fallimento degli artigiani, il padre di Bronislao dovette più volte cambiare lavoro. Bronislao, sin dalla fanciullezza, si imbatté negli effetti devastanti della miseria, dell'ubriachezza e dell'ingiustizia sociale e ne rimase fortemente impressionato. Da piccolo condivideva con gli altri ciò che aveva fino a piangere per la fame, ma convinto e contento del suo gesto che spiegava così alla madre: "Ho incontrato un povero e gli ho dato tutto, perché era talmente povero...".
IL DISCERNIMENTO NELLA VITA
Questa difficile fase incise notevolmente nella vita del Beato. Rimanere ancorato agli insegna-menti famigliari, seguire la propria coscienza o fidarsi degli insegnanti? Sotto l'influenza di alcune correnti filosofiche a 18 anni perse la fede.
"Con lo smarrimento della fede in Dio, persi la pace dell'anima e il senso dell'armonia interiore e fui pervaso dalla tristezza. Tutto ciò mi sembrava strano e mi infondeva angoscia ".
Da qui parte la sua disperata implorazione: "Mio Dio, se tu esisti, fa' che io ti conosca!"
E Dio non si fece attendere, perché "chiunque chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto" (Mt 7,8).
A maggio del 1863, l'anno in cui Bronislao
Bonaventura Markiewicz entrò nel seminario
di Przemysl, accadde un misterioso e, nello stesso tempo, molto significativo evento-incontro con un adolescente. Anni dopo il beato scrisse al suo vescovo confidandogli: "Tutta la mia opera e tutta la mia vita spirituale, tutto il mio apostolato sono stati ispirati da un adolescente di circa sedici anni, in cappotto bianco, vestito come i nostri contadini".
«TU ES SACERDOS»
Il 15 settembre 1867 venne ordinato sacerdote. Nel suo ministero pastorale, vedendo la grande ignoranza religiosa del popolo, si diede subito da fare per eliminarla. Il motivo-guida del suo agire è racchiuso in questo proposito: "Ogni giorno chiederò al Signore un amore sempre più intenso". Cominciò un'intensa catechesi, combatté l'alcolismo e l'ingiustizia. Insegnò ai contadini nuovi metodi per coltivare la terra e per migliorare la loro economia. Fondò per loro una banca, diede vita alla "Società dei Tessitori" e alla scuola tessile per tutelare il popolo dai "pescecani" industriali, che, a basso prezzo, si accaparravano i prodotti tessili dei lavoratori a domicilio. Una grande e particolare cura dedicò ai giovani ed ai bambini poveri e abbandona-ti. Segnato profondamente dello smarrimento spirituale vissuto in giovinezza, si preoccupò l degli alunni: "Adesso farò del tutto per diventa-re un insegnante del ginnasio, perché qui devo sostituire Gesù Cristo". Nel 1882 fu nominato
professore di teologia pastorale e prefetto dei chierici nel Seminario della sua diocesi.
VITA RELIGIOSA E FONDAZIONE DEI NUOVI ISTITUTI
"Dio al di sopra di tutte le cose, al di sopra degli interessi del nostro Istituto, della nostra patria, della nostra famiglia, della nostra persona ".
Spinto da questo profondo amore verso il Signore, decise, nel 1885, di recarsi in Italia per cercare la Congregazione adatta per realizzare l'ardente desiderio di essere ancora più strettamente unito a Cristo nella sequela dei precetti evangelici, diventando un religioso.
Così entrò nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco. Il 24 marzo 1887, dopo un fervo-roso noviziato a S. Benigno Canavese, emise i primi voti nelle mani di Don Bosco stesso. Stando insieme a Lui non perse occasione per arricchirsi del suo spirito e fece proprio il motto: "Temperanza e Lavoro" in cui vedeva un mezzo per risanare la società spiritualmente e materialmente. Nel 1892 tornò in Polonia e gli venne affidata una parrocchia a Miejsce Piastowe, nella diocesi di Przemysl. Qui fondò una casa per la gioventù abbandonata. Nel 1893 essa ospitava già 20 ragazzi orfani e, sul finire del 1894. circa 50. Sorsero man mano nuovi edifici. presero avvio le scuole professionali e perfino una tipo-grafia.
Alle osservazioni di coloro che giudicavano la sua proposta educativa troppo esigente, rispondeva senza sentimentalismo: "Voi mi dite che non è pratico vivere così, dal mattino alla sera in compagnia di fanciulli poveri, maleducati, talvolta rozzi, sopportare i loro capricci, pensare ai loro bisogni. Non vi do torto. Ci vuole molto coraggio, anche eroismo, per seguire questa vocazione".
P. Markiewicz diede vita anche ad una rivista dal titolo: "Temperanza e Lavoro" nella quale affrontava le più importanti questioni pedagogiche e sociali del suo tempo.
La sua opera fu ben presto apprezzata dalla gente che la sostenne generosamente con le offerte e fu portata avanti dal lavoro degli educatori e degli allievi.
Per garantire continuità alla sua opera educativa, P. Bronislao cercò di ottenere il riconoscimento canonico della nuova Congregazione religiosa, che arrivò solo dopo la sua morte, avvenuta il 29 gennaio 1912.
Il riconoscimento canonico delle Congregazioni da lui fondate: "Congregazione di San Michele Arcangelo (Michaeliti)" avvenne il 29 settembre 1921 per il ramo maschile, il 1928 per quel-lo femminile.
Scelse come patrono della nuova famiglia religiosa San Michele Arcangelo, il cui nome "Chi come Dio?", esprime il primato di Dio nella vita che il fondatore vedeva realizzarsi, in particolare, attraverso le virtù della temperanza e del lavoro.
Il beato Bronislao ebbe una particolare devozione verso la Madre di Dio alla quale affidò tutti i suoi figli spirituali e la sua opera.


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